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jzwm_italianabstract_v35n4_2004

ZOO AND WILDLIFE MEDICINE 35(4) ABSTRACTS

 

 

Studi comparativi sulla proliferazione linfocitica mitogena e antigeno indotta in quattro specie di rinoceronti in cattività.

pagine 435-446

Carrie K. Vance, M.S., Ph.D., Suzanne Kennedy-Stoskopf, D.V.M., Ph.D., Dipl. A.C.Z.M., Amy R. Obringer, Ph.D., and Terri L. Roth, M.S., Ph.D.

 

In questo studio è stata valutata l’immunità cellulare in quattro specie di rinoceronti mediante la proliferazione linfocitica in vitro, in risposta a stimoli mitogenici e antigenici, allo scopo di stabilire i dati di riferimento sull’attività del sistema immunitario per ogni specie rispettivamente, ma anche per identificare le differenze specie specifiche che possano aiutare a spiegare la predisposizione delle malattie dei rinoceronti neri.

E’ stato analizzato un campione rappresentativo della popolazione di rinoceronti negli USA comprendente tutte e quattro le specie in cattività: rinoceronte di Sumatra (Dicerorhinus sumatrensis )(n=3), rinoceronte indiano ( Rhinoceros unicornis)(n=4), rinoceronti africani neri (n=16) e rinoceronti africani bianchi( Ceratotherium simum )(n=10). Delle quattro specie valutate, i rinoceronti neri africani mostravano la più bassa risposta proliferativa linfocitica ai mitogeni: pokeweed(0,1μg \ ml), fitoemoagglutinina (0,3 μg \ ml) e concavalina A (5,0 μg \ ml).

La densità cellulare totale era solo del 70% rispetto a quella raggiunta dai linfociti isolati da rinoceronti africani bianchi, indiani e di Sumatra. Comunque, la risposta linfocitica al lipopolisaccaride dell’endotossina batterica era simile tra le specie (P>0,05). La risposta antigenica ha prodotto risposte più deboli rispetto alla stimolazione mitogena. Nessuna differenza (P>0,05) è stata notata tra le specie da 1 a 10μg/ml di Leptospira icterohemorrhagiae o Leptospira gryppotyphosa.

Nei rinoceronti africani bianchi i linfociti sono debolmente proliferati in risposta a filtrato di Aspergillus fumigatus, i linfociti delle subspecie di rinoceronti neri del sud sono apparsi leggermente soppressi in presenza di aumentate dosi (0,01 e 10 μg \ ml ) di filtrato di Aspergillus.

Questa seri di dati comparativi rivelano molte differenze nelle risposte del sistema immunitario tra le specie di rinoceronti, e mettono in evidenza la debolezza dei linfociti dei rinoceronti africani neri rispetto a quelli delle altre specie di rinoceronti.

 

Collezione di seme e inseminazione artificiale nel guan fischiatore gola blu (Pipile cumanensis cumanensis) : potenziali applicazioni per i Cracidae (Aves: Galliformes).

 

Pagine 447-458

Karen E. DeMatteo, Ph.D., Kate L. Karagiannis, B.S., Cheryl S. Asa, Ph.D., Michael S. Macek, B.S., Timothy L. Snyder, Anne M. Tieber, B.S., and Patricia G. Parker, Ph.D.

 

Il guan fischiatore gola blu ( Pipile cumanensis cumanensis) fornisce un modello per le tecniche di riproduzione assistita (ARTs) in Cracidae (Aves: Galliformes).

I metodi di raccolta manuale usati per uccelli domestici ed altri uccelli esotici sono stati modificati per ottimizzare la qualità e la quantità dei campioni di seme fresco. In più, il metodo per stabilire la qualità del seme in base a colore, chiarezza e consistenza è stato concepito in modo da fornire un valido modello nel momento in cui un equipaggiamento adatto non fosse disponibile.

In una specie in cui di norma si hanno due uova per covata, la prevedibilità della data in cui il primo uovo è pronto per un’adeguata inseminazione prima dell’ovodeposizione è critica. Un aumento sia della distanza tra le ossa pubiche e del grado del gonfiore addominale, indicano un ottimo momento per effettuare l’inseminazione artificiale (AI), ciò permette l’uso di una ridotta quantità di seme per fertilizzare il primo uovo, garantendo allo stesso tempo la sua fertilità.

Per la prima volta in Cracidi sono state ottenute un totale di quattro uova fertili, due delle quali hanno schiuso con successo.La paternità e maternità dei pulcini è stata confermata con DNA fingerprinting.

Questo è il primo studio pubblicato sull’uso dell’ARTs in Cracidae e garantisce le basi per i futuri sviluppi (es. AI con seme congelato \ scongelato) volti ad ottimizzare i programmi sul managment genetico nell’allevamento ex situ dei Cracidae.

 

 

Determinazione endoscopica del sesso e manipolazione gonadale dello storione del golfo del Messico ( Acipenser oxyrinchus desotoi).

 

Pagine 459-470

Stephen J. Hernandez-Divers, B.Sc., B.Vet.Med., Dipl. R.C.V.S. Zoo.Med., M.R.C.V.S., Dipl. A.C.V.M.,  Robert S. Bakal, D.V.M., M.S., Brian H. Hickson, B.S., Clarence A. Rawlings, D.V.M., M.S., Ph.D., Dipl. A.C.V.S., Heather G. Wilson, D.V.M., Dipl. A.B.V.P. (avian), MaryAnn Radlinsky D.V.M., M.S., Dipl. A.C.V.S., Sonia M. Hernandez-Divers, D.V.M., Dipl. A.C.Z.M., and Samuel R. Dover, D.V.M.

 

 

Diciassette storioni sono stati sottoposti a determinazione endoscopica del sesso, biopsia gonadale e vari interventi chirurgici sull’apparato riproduttivo. Lo studio fa parte del piano di protezione della specie.

I pesci sono stati anestetizzati con tricaina metasulfonato (M5-222) tamponata con bicarbonato di sodio, e mantenuti in anestesia con un circuito anestetico di acqua ricircolante. Una cannula di 6mm (tirnamian endo tip) è stata introdotta attraverso la linea ventrale, a metà tra le pinne ventrale e pelvica; è stato poi possibile posizionare un telescopio di 5mm. L’aspirazione della vescicola natatoria e l’insufflazione di anidride carbonica nella cavità celomatica, hanno permesso un’osservazione eccellente. Successivamente altre due cannule sono state inserite sotto controllo visuale diretto, lateralmente, cranialmente o caudalmente alla prima.

La determinazione del sesso è stata effettuata con successo in tutti i pesci; cinque storioni(29%) hanno richiesto una biopsia gonadale ( prelevata per via endoscopica) per la conferma.

Orchiectomia e ovariectomia bilaterale sono state effettuate con successo in tre maschi e quattro femmine. Ovariectomia unilaterale e legatura bilaterale dei dotti di Muller è stata effettuata in altre tre femmine usando una tecnica di sutura extracorporea.

Nessuna apparente morbidità è stata associata con l’anestesia o la chirurgia endoscopica. L’abilità nel praticare con sicurezza degli interventi di chirurgia minimamente invasivi sull’apparato riproduttore nei pesci, potrebbe essere rilevante ai fini della campagna di protezione.

 

Valori di riferimento dell’esame biochimico del plasma nella razza del sud ( Dasyatis americana).

 

Pagine 471-476

Danielle K. Cain, B.A., Craig A. Harms, D.V.M., Ph.D., Dipl. A.C. Z. M., and Al Segars, M.S., D.V.M.

 

Le razze sono prominenti animali marini; esistono pochi riferimenti pubblicati sui loro valori ematologici e biochimici normali. Per questo studio sono stati catturati 28 esemplari di razze ( Dayatis americana) usando reti con fondo chiuso, con navi peschereccie indipendenti; la missione è stata operata dal Dipartimento di Risorse Naturali del Sud Carolina nel giugno\luglio 2002 da Winyah Bay (Sud Carolina) a ST. Augustine( Florida).

I valori medi ottenuti da sangue e plasma esattamente dopo la cattura sono i seguenti: PCV=0.22L\L, Solidi totali (TS)=56.5g\L(5.65g\dl), proteine totali(TP)=26g\L(2.6g\dl), sodio=315mmol\L, potassio=4.95mmol\L,cloro=342mmol\L,calcio=4.12mmol\L(15.5mg\dl), fosforo=1.5mmol\L(4.7 mg\dl),urea=444mmol\L(1.243mg\dl), glucosio=1.69mmol\L(30mg\dl), aspartatoaminotransferasi=14.5U\L, creatininfosfochinasi=80.5 U\L, osmolalità=1065mOsm\kg, lattato=3.1mmol\L.

Il bicarbonato era risultato più basso rispetto al minimo valore di intervallo solo in tre campioni (5mmol\L) La differenza anionica era negativa in tutti i campioni. L’albumina era più bassa rispetto al valore medio minimo (1g\dl) in un solo campione. L’osmolalità era significativamente alta nelle razze catturate nelle regioni più al sud. I valori di TS e TP erano linearmente connessi tra loro e l’equazione per la linea di adattamento è la seguente: TS=(11.61x TP)+ 25.4(in g\L)[o TS=(1.161x TP)+ 2.54(in g \dl)].

I valori di riferimento riportati in questo studio possono essere usati per il managment di acquari di razze e per creare delle linee di base per la salute delle razze selvatiche.

 

 

Farmacocinetica dell’ossitetraciclina in tartarughe di mare (Caretta caretta) dopo singola somministrazione endovenosa ed intramuscolare.

 

Pagine 477-488

Craig A. Harms, D.V.M., Ph.D, Dipl. A.C.Z.M., Mark G. Papich, D.V.M., M.S. , Dipl. A.C.V.C.P., M. Andrew Stamper, D.V.M., Dipl. A.C.Z.M., Patricia M. Ross, D.V.M., Mauricio X. Rodriguez, and Aleta A. Hohn, Ph.D.

 

 

In questo studio è stata esaminata la farmacocinetica dell’ossitetraciclina in tartarughe marine ( Caretta caretta)  di due anni dopo somministrazione singole EV ed IM per il marking biologico ed applicazioni terapeutiche.

Le venti giovani tartarughe sono state divise in due gruppi. Dieci animali hanno ricevuto 25mg\kg di Ossitetraciclina per via EV ad altri dieci la stessa dose per via IM. Le concentrazioni di ossitetraciclina plasmatica sono state analizzate con la cromatografia liquida ad alta prestazione a fase inversa. Il modello a tre compartimenti si è dimostrato più adatto per i dati della somministrazione EV, invece analisi non compartimentali sono state usate sia per i dati ottenuti per  via IM  che per quelli ottenuti dopo somministrazione per via EV. Per i dati della somministrazione EV, le medie della concentrazione massima nel plasma, la vita media nella fase terminale, clearance sistemica e volume di distribuzione apparente nello stadio stabile erano rispettivamente: 6.6μ  \ ml, 66.1hr, 290.7ml \ hr \ kg e 18.4 L.

Per la rotta IM le medie di disponibilità sistemica, concentrazione plasmatica e semivita di eliminazione erano rispettivamente :91.8%, 1.6 μg \ ml, 61.9 hr.

L’apparente aumento del volume di distribuzione potrebbe essere associato ad una compartimentazione profonda nella distribuzione del farmaco, come deposizione ossea associata alla grossa massa scheletrica propria delle tartarughe, o anche allo stato di buona nutrizione, trattandosi di giovani esemplari in crescita.

Anche se la concentrazione massima nel plasma nella somministrazione per via IM era più bassa rispetto alla somministrazione EV, il lungo tempo di eliminazione indica che una terapia basata sulla somministrazione anche a lunghi intervalli di questo farmaco, potrebbe essere effettiva nel caso di batteri sensibili.

 

Farmacocinetica del carfentanil e naltrexone in capre domestiche ( Capra hircus ).

 

Pagine 489-496

Adrian Mutlow, Vet.M.B., M.Sc., Ramiro Isaza, D.V.M., M.S., Dipl. A.C.Z.M., James W. Carpenter, M.S., D.V.M., Dipl. A.C.Z.M., David E. Koch, M.S., and Robert P. Hunter, M.S., Ph.D.

 

 

 

E’ stata studiata la farmacocinetica del carfentanil e naltrexone dopo somministrazione per via endovenosa, intramuscolare e sottocutanea in otto capre domestiche ( Capra hircus ). Sono stati prelevati campioni di sangue nelle 120 ore seguenti alla somministrazione di carfentanil e la concentrazione nel plasma è stata determinata usando la cromatografia liquida e la spettroscopia di massa. Tutte le capre sono state anestetizzate con 40μg \kg di carfentanil IM, anche se gli effetti neurologici ottenuti variavano sensibilmente tra gli animali. I profili plasmatici hanno mostrato un rapido assorbimento del farmaco ed un declino bifasico dopo 12-48 ore. Il naltrexone (100 mg Nal \ mg Car) somministrato 30 min. dopo la somministrazione di carfentanil, ha prodotto una rapida inversione degli effetti del carfentanil. Il naltrexone nel plasma ha subito fluttuazioni variabili nelle prime 2.5- 3.5 ore, ha avuto poi un declino bifasico più costante. Il tempo di induzione era significativamente più corto dopo somministrazione EV rispetto alla somministrazione SC di naltrexone, anche se la differenza di tempo (1min) dimostrava una piccola rilevanza clinica.

Non sono state osservate differenze significative nei parametri della farmacocinetica nel naltrexone per ognuna delle rotte utilizzate, anche se il ricovero dopo somministrazione IM era, soggettivamente, più bilanciato.

La vita media del carfentanil non differiva significativamente nelle capre a cui era stato somministrato  naltrexone per diverse vie. Nonostante sia consigliata la divisione della somministrazione di naltrexone ( una parte per via SC, ed un’altra per via EV), nella pratica non sembrano esistere differenze rilevanti.

 

 

Quattro protocolli sedativi orali per macachi rhesus ( Macaca mulatta ).

 

Pagine 497-502

Astrid C. S. Pulley, D.V.M., Jeffrey A. Roberts, D.V.M., Dipl. A.C.L.A.M., and Nicholas W. Lerche, D.V.M., M.P.V.M.

 

 

 

Sono stati studiati l’ efficacia e la facilità di somministrazione di quattro protocolli preanestetici orali in 18 esemplari di macachi rhesus ( Macaca mulatta) per alleviare ansia, agitazione e potenziali traumi associati all’induzione anestetica a distanza. I macachi con una media di età e peso di 10 anni e 12.5 kg rispettivamente, sono stati divisi a caso in quattro gruppi. Al gruppo 1 sono stati somministrati 10 mg\kg di tiletamina-zolazepam e 0.05mg\kg di medetomina PO; al gruppo 2 sono stati somministrati 1mg\kg di midazolam e 20 mg\kg di ketamina; al gruppo 3 sono stati somministrati 20 mg\kg di ketamina e 0.05 mg\kg  di medetomidina PO; al gruppo 4 sono stati somministrati 3 mg\kg  di midazolam PO. Tutti i protocolli hanno prodotto effetti che andavano da una leggera sedazione, all’assoluta assenza di risposta in seguito a stimolazione nocicettiva, dipendendo anche dal successo della somministrazione. L’intervallo medio del picco era tra 27-43 min. in tutti i gruppi. Ketamina e medetomidina hanno conferito una migliore sedazione rispetto al solo midazolam; non sono state osservate altre differenze statisticamente significative tra i quattro protocolli.

Tiletamina-zolazepam e medetomidina PO hanno provocato da leggera a moderata sedazione con pochi effetti collaterali. La combinazione midazolam-ketamina ha prodotto severa atassia. La ketamina e medetomidina somministrate PO hanno provocato vari effetti, da profonda sedazione, facilmente reversibile, alla mancanza di risposta agli stimoli nocicettivi. Midazolam solo ha provocato leggera sedazione.

Nessuna differenza statisticamente rilevante è stata osservata nell’appetibilità dei quattro protocolli. La combinazione ketamina e medetomidina (gruppo3) ha fornito la sedazione profonda più consistente. Un preparato farmaceutico potrebbe aiutare ad aumentare l’appetibilità di queste combinazioni. In alternativa lo sciroppo di midazolam è ben tollerato da alcuni animali e provoca un effetto tranquillizzante e leggermente sedativo, che può diminuire lo stress associato all’induzione anestetica effettuata a distanza.

 

 

Evidenza sierologica e molecolare dell’infezione provocata da ehrlichiae trasmezza da zecche in tre specie di lemuri nell’isola di St. Catherines, georgia,USA.

 

Pagine 503-509

Michael J. Yabsley, M.S., Ph.D., Terry M. Norton, D.V.M., Dipl. A.C.Z.M., Malcolm R. Powell, Ph.D., and William R. Davidson, Ph.D.

 

Negli ultimi anni sono state identificate numerose specie di ehrlichiae di importanza medico veterinaria. Alcuni lemuri clinicamente normali, fra cui 46 catta(Lemur catta), 6 lemuri neri dagli occhi blu (Elemur macaco flavifrons) e 4 lemuri bianchi e neri (Varecia variegata variegata), sono stati testati per verificare l’esposizione all’erlichia. Tutti i lemuri provenivano dall’isola di St.Catherines, Georgia. Tutti e 52, sono stati testati sierologicamente per verificare l’eventuale esposizione ad Ehrlichia chaffeensis e Anaplasma phagocytophilum. Sono poi stati effettuati esami PCR per la ricerca di E. chaffeensis, A. phagocytophilum, Ehrlichia ewingii ed Ehrlichia canis su tutti e 56 campioni di sangue.

Inoltre il sangue di tutti i campioni è stato inoculato in colture cellulari DH82 per l’isolamento di E. chaffeensis. Dei lemuri adulti 20 (38.5%) e 16 (30.8%) possedevano anticorpi reattivi (> 1:128) per E. chaffeensis e A. phagocytophilum, rispettivamente. Due catta sono risultati positivi ai test PCR e colturali per E. chaffeensis. La caratterizzazione molecolare effettuata per le due E. chaffeensis isolate, ha mostrato che tutt’ e due contenevano cinque varianti ripetitive del gene antigene target PCR di lunghezza variabile(VLPT) e tre varianti ripetute dell’antigene 120KD. Il sequenziamento del gene VLPT ha rivelato una insolita unità di aminoacidi ripetuta (tipo 9).

Uno dei lemuri infetti era leggermente ipoproteinemico e le analisi rivelavano un modico aumento dei livelli di alanino amino transferasi(ALT). Questi lemuri dell’isola di St. Catherines sono stati quindi esposti o infettati con ehrlichia trasmessa da zecche ma non mostravano alcun sintomo clinico di malattia.

 

 

Elettrocardiografia in coturnice (Alectoris graeca) e pernice chuckar (Alectoris chuckar).

 

Pagine 510-514

Metehan Uzun, D.V.M., Ph. D., Sedat Yildiz, D.V.M., Ph.D., and Feyyaz Onder, D.V.M., Ph.D.

 

 

 

Sono state registrate sei derivazioni elettrocardiografiche (I, II, III, aVR, aVL, aVF) in dieci esemplari di coturnice ( Alectoris graeca) e dieci esemplari di pernice ( Alectoris chuckar ). La durata e l’ampiezza delle onde P e T e dei complessi QRS, la durata degli intervalli P-Q e Q-T e la media dei valori di frequenza cardiaca, sono stati calcolati a partire dalla II derivazione.

Tutte le onde P e T osservabili erano negative in aVR e aVL, ed erano positive in tutte le altre derivazioni. Le forme più frequenti dei complessi QRS erano r-s e q-r (q-R). Un’onda Q è stata osservata  nelle derivazioni aVR e aVL in tutte e due le specie.  Le pernici chuckar avevano ampiezze delle onde P, T e complessi QRS significativamente più alte rispetto alle coturnici. La media della frequenza cardiaca era 310±15 batt./min e 317±19 batt./min per pernici chuckar e coturnici, rispettivamente. La media dell’asse cardiaco, calcolato dalle derivazioni II e III, era di -99±6.3° e -95±1.7° per pernici chuckar e coturnici, rispettivamente. Buoni tracciati elettrocardiografici sono stati facilmente ottenuti senza anestesia o sedazione.

 

 

Intervento chirurgico di rimozione della cataratta e impianto di lenti intraoculari piegabili in gorilla ( Gorilla gorilla gorilla) in cattività.

 

Pagine 520-524

J-T.H.N. de Faber , M.D., J.H. Pameijer, M.D, and W. Schaftenaar, D.V.M.

 

Due giovani gorilla (Gorilla gorilla gorilla) con lo stesso padre ma madri differenti, hanno sviluppato cataratta bilaterale. Le cataratte sono state rimosse chirurgicamente tra 6 anni a 3 mesi dalla diagnosi, rispettivamente, e sono state applicate delle lenti piegabili intraoculari. Anche se la vista non è stata recuperata del tutto in uno degli occhi del gorilla A ( cataratta da 6 anni), l’intervento chirurgico sull’altro occhio effettuato prima del completo sviluppo della cataratta, ha permesso il recupero totale della vista. Il gorilla B è stato trattato all’età di 17 mesi e la vista è stata recuperata in tutti e due gli occhi. Questo animale ha sviluppato cataratta secondaria, quindi è stato sottoposto ad un secondo intervento (Nd-YAG laser).

Questo studio dimostra che la cataratta giovanile ha una componente genetica, e che questo dovrebbe essere sempre preso in considerazione nei programmi di riproduzione.

 

 

Accumulo di fitobezoari nel proventricolo in 3 esemplari di martin pescatore di Guam ( Halcylon cinnamomina cinnamomina).

 

Pagine 525-529

Michael J. Kinsel, D.V.M., Dipl. A.C.V.P., Michael B. Briggs, D.V.M., M.S., Richard F. E. Crang, Ph.D., and Robert D. Murnane, D.V.M., Ph.D., Dipl. A.C.V.P.

 

 

Tre giovani esemplari di martin pescatore di Guam (Halcylon cinnamomina cinnamomina), ospitati nella stessa recinzione, hanno improvvisamente presentato aumento di peso e distensione celomatica. Gli esami fisici e radiografici di ogni animale rivelavano un marcato aumento di volume del proventricolo e la presenza di un unico grande corpo estraneo. Si è provato a rimuovere chirurgicamente il corpo estraneo, con proventricolotomia, in uno degli animali che però è morto durante l’intervento. Un secondo animale è stato trattato con burro di arachidi 0,5ml PO bid per 14 giorni. Il terzo animale è stato trattato come il precedente ma la terapia non ha avuto successo ed è deceduto durante il tentativo di rimozione per via endoscopica. In tutti e tre i casi, i corpi estranei erano fitobezoari. Gli uccelli avevano strappato ed ingerito  frammenti di piante di granoturco ( Dracaena fragrans) vive, inserite nelle loro gabbie. Le fibre di fitobezoari sono state poi confrontate con le foglie di Dracaena fragrans e sono state considerate identiche. Il trattamento medico dei fitobezoari con burro di arachidi o sostanze simili dovrebbe essere considerato una valida alternativa all’estrazione chirurgica in queste specie.

 

 

Toxoplasmosi in antilopi nilgai (Boselaphus tragocamelus) e saiga (Saiga tartarica).

 

Pagine 530-533

Kamil Sedlák, M.V.Dr., Ph.D., Eva Bártová, M.V.Dr., Ph.D., Ivan Literák, Prof. M.V.Dr., C.Sc., Roman Vodička, M.V.Dr., and J. P. Dubey, M.V.Sc., Ph.D.

 

 

 

In tre antilopi nilgai (Boselaphus tragocamelus) in cattività è stato osservato aborto tardivo , i piccoli nati vivi sono morti a due giorni di età. Il DNA del Toxoplasma gondii è stato rivelato in cervello e fegato di ogni feto ed in uno dei due neonati con la PCR single stage con TGR1E e con PCR di tipo seminested con gene B1.

Titoli anticorpali di >640 di Toxoplasma gondii sono stati poi trovati con fluorescenza indiretta nel siero di 3 femmine ed 1 maschio di antilope nilgai. Non sono state trovate altre possibili cause di aborto.

E’ stata diagnosticata una forma di toxoplasmosi fatale anche in una femmina adulta di specie saiga ( Saiga tartarica) in cattività, morta improvvisamente. Il Toxoplasma gondii è stato isolato in fegato, polmone, milza reni ed intestino. Un ritrovamento atipico era la presenza di numerose cisti nel fegato di questo  animale. La toxoplasmosi è stata confermata con la PCR e con TGR1E e con immunoistochimica. Epatite da Toxoplasma e polmonite sono state considerate le cause primarie della morte.

 

 

Morbidità e mortalità associate ad in rana virus in un gruppo di tartarughe a scatola comune ( Terrapene carolina carolina) in cattività.

 

Pagine 534-543

Ryan De Voe, D.V.M., Kyleigh Geissler, D.V.M., Susan Elmore, M.S., D.V.M., David Rotstein, D.V.M., M.P.V.M., Dipl. A.C.V.P., Greg Lewbart, M.S., V.M.D., Dipl. A.C.Z.M., and James Guy, D.V.M., Ph.D

 

 

 

Sette esemplari di tartarughe a scatola comune ( Terrapene carolina carolina) provenienti da una collezione di tartarughe del Nord America, in Nord Carolina, hanno mostrato segni acuti di malattia nell’autunno 2002. Cinque tartarughe sono morte. I segni clinici includevano : ascessi cutanei, ulcerazione o ascessi buccali, dolore polmonare, anoressia, letargia. Le lesioni postmortem predominanti comprendevano vasculite fibrinoide in vari organi, fra cui pelle, mucose, polmoni, fegato. L’istopatologia e la microscopia elettronica sui tessuti filtrati in formalina non hanno mostrato la presenza di corpi inclusi. Da due delle tartarughe morte, è stato possibile isolare un iridovirus. Il virus è stato analizzato con microscopia elettronica, PCR ed analisi della sequenza di una porzione della più grande proteina del capside e riconosciuto come membro del genere Ranavirus.

 

 

Immobilizzazione chimica dell’ oritterotopo (Orycteropus afer).

 

Pagine 544-545

Roman Vodicka, M.V. Dr.

 

Sono stati analizzati i dati provenienti dalle procedure anestetiche utilizzate in 4 oritteropi (Orycteropus afer) in un periodo di 6 anni. Sono stati sedati usando detomidina ( 0.13±0.025mg/kg IM; 0.12-0.14mg/kg) ed anestetizzati con detomidina (0.12±0.025 IM; 0.09-0.18mg/kg) seguito da ketamina (6.3±1.68mg/kg IM;4.3-8.2 mg/kg). Gli effetti dell’anestesia sono stati invertiti con atipamezolo(0.065±0.013mg/kg; 0.05-0.09mg/kg).

La combinazione detomidina-ketamina ha prodotto una buona anestesia, eccellente rilassamento muscolare, si è dimostrata particolarmente adatta per gli esami diagnostici di routine ( prelievi di sangue, esami radiografici, interventi di chirurgia minore).

 

 

Anomalia di Ebstein in un suricato (Suricata suricatta).

 

Pagine 546-548

Norin Chai, D.V.M., M.Sc., M.Sc.V., Valérie Chetboul, D.V.M., Ph.D., Dipl. E.C.V.I.M.-CA. (cardiology), Carolina Carlos, D.V.M., Audrey Nicolle, D.V.M., Jean-Louis Pouchelon, D.V.M., Ph.D., and Marie Claude Bomsel, D.V.M., M.Sc.

 

 

 

Un suricato ( Suricata suricatta) di 8 anni di età, ha improvvisamente manifestato letargia. Alla radiografia toracica il cuore era di forma globosa ed era presente effusione pleurale, quadro compatibile con insufficienza cardiaca congestizia. E’ stata poi eseguita un’ecografia in anestesia generale, questa ha rivelato anomalia di Ebstein con leggera effusione pericardica e marcato ingrossamento cardiaco destro. L’animale è stato trattato con Imidapril cloridrato. Dopo quattro mesi di trattamento le radiografie toraciche mostravano ancora cardiomegalia sul lato destro, nonostante l’apparenza clinica normale.

 

 

Enterite proliferativa associata a Lawsonia intracellularis in un macaco giapponese (Macaca fuscata).

 

Pagine 549-552

Maud Lafortune, D.M.V., M.Sc., Dipl. A.C.Z.M., James F. X. Wellehan, D.V.M., M.S., Elliott R. Jacobson, D.V.M., Ph.D., Dipl. A.C.Z.M., J. Mitchell Troutman, D.V.M., Connie J. Gebhart, Ph.D., and Margaret S. Thompson, M.Ed., D.V.M., Dipl. A.C.V.R.

 

 

 

Durante un intervento di laparotomia in un macaco giapponese (Macaca fuscata) di 2 anni maschio è stato rilevato un ispessimento inconsueto dell’ileo. E’ stata diagnosticata enterite proliferativa associata a Lawsonia intracellularis tramite istopatologia (tinta Warthin-Starry), immunoistochimica e PCR della biopsia biopsia ileale.

L’animale ha mostrato diarrea transitoria e ipoproteinemia grave 16 giorni dopo l’intervento chirurgico, per questo è stato messo in terapia con azitromicina. Benchè i test per la diagnosi di questo microrganismo siano molto specifici spesso Lawsonia intracellularis non viene diagnosticato e sottovalutato nei primati non umani.

 

 

Dermatophilus chelonae in un cobra reale ( Ophiophagus hannah).

 

Pagine 553-556

James F.X. Wellehan, D.V.M., M.S., Christine Turenne, M.Sc., Darryl J. Heard, B.V.M.S., Ph.D, Dipl. A.C.Z.M., Carol J. Detrisac, D.V.M., Ph.D., Dipl. A.C.V.P, and Jeffrey J. O'Kelley, M. (A.S.C.P.)

 

 

E’ stata asportata una massa dal fianco sinistro di un cobra reale ( Ophiophagus hannah )maschio di 10 anni. L’esame istologico rivelava dermatite granulomatosa, presenza di cocchi e batteri filamentosi. Quattordici mesi dopo è stata asportata una massa istologicamente simile in posizione sottocutanea, ma in una diversa area. Un anno dopo un’altra grossa massa sottocutanea è stata rimossa nella stessa area del primo intervento chirurgico. L’esame istopatologico ha rivelato granulomi multiloculati con cocchi Gram positivi. L’organismo è stato identificato con coltura e sequenza dell’ RNA16s ribosomiale come Dermatophilus chelonae. Dopo terapia antibiotica non sono state registrate altre lesioni per 5 mesi.

 

 

Micosi polmonare e cutanea in anaconde verdi ( Euncenctes murinus).

 

Pagine 557-561

Debra L. Miller, D.V.M., Ph.D., Zaher A. Radi, D.V.M., Ph.D., Dipl. A.C.V.P. Shane L. Stiver, D.V.M., Dipl. A.B.V.P. and Timothy D. Thornhill, D.V.M.

 

 

Due anaconde verdi (Euncenctes murinus), un maschio ed una femmina, sono stati sottoposti ad esame necroscopico. Le condizioni generali erano scarse, erano presenti foci multipli sulle squame ed i polmoni erano screziati. I due serpenti erano affetti da grave dermatite micotica. Il maschio era anche affetto da stomatite micotica e la femmina da polmonite micotica. Dalle lesioni dermiche sono stati isolati Trichophyton sp., Verticillium sp. ed Alternaria sp..

Le lesioni polmonari erano compatibili morfologicamente con Aspergillus sp. I batteri isolati dalla pelle ed organi interni comprendevano Chryseobacterium meningosepticum, Stenotrophomonas maltophilia, Aeromonas hydrophila  e Providencia rettgeri.

Le malattie micotiche possono essere devastanti per queste specie, soprattutto se in condizioni di allevamento subottimale che, anzi, rappresenta una condizione predisponente per l’infezione da parte di germi opportunisti.

 

 

Assenza di Salmonella nel contenuto cloacale in un gruppo di rettili selvatici al momento della loro ammissione nel Wildlife Center della Virginia.

 

Pagine 562-563

Jean M. Richards, B. A., Justin D. Brown, D.V.M., Terra R. Kelly, D.V.M., Andrea L. Fountain, M.T. (A.S.C.P.), C.L.S. (N.C.A.), and Jonathan M. Sleeman, Vet.M.B., M.R.C.V.S., Dipl. A.C.Z.M.

 

Negli Stati Uniti la salmonellosi è un’importante infezione zoonotica associata ai rettili. Sono stati raccolti tamponi cloacali dai rettili ammessi al wilflife center della Virginia, Waynesboro, Virginia. Per allestire le colture sono stati utilizzati agar Hektoen e lisina xilosio deoxicolato, ed inoculati in brodo di selenite, incubati a 37° per 18-24 ore. Nello studio sono stati inclusi 75 animali di otto specie diverse: 34 tartarughe a scatola comune(Terrapene carolina carolina),

14 tartarughe dipinte (Chrysemys picta picta),14 testuggini azzannatrici (Chelydra serpentina), 6 elafe americani (Elaphe obsoleta), 2 testuggini americane dal ventre rosso(Pseudemys rubriventris), 2 tartarughe dalle orecchie gialle( Trachemys scripta scripta), 2 serpenti giarrettiera (Thamnophis sirtalis sirtalis) ed 1 tartaruga Pseudemys concinna concinna.

Tutte le colture sono risultate negative per Salmonella spp., dato contrastante con l’alta prevalenza di Salmonella nel contenuto cloacale riportata in rettili in cattività e, simile invece a registrazioni precedenti sui rettili selvatici del Nord America. Raccomandiamo, in ogni caso, di mantenere un’adeguata igiene quando si maneggiano rettili di qualsiasi provenienza.

 

 

Pytiosi in un dromedario ( Camelus dromedarius).

 

Pagine 564-568

James F.X. Wellehan, D.V.M., M.S., Lisa L. Farina, D.V.M., Curry G. Keoughan,
D.V.M., Maud Lafortune, D.V.M, M.Sc., Amy M. Grooters, D.V.M., Dipl. A.C.V.I.M., Leonel Mendoza, M.Sc., Ph.D., Murray Brown, D.V.M., M.S., Dipl. A.C.V.S., Scott P. Terrell, D.V.M., Dipl. A.C.V.P., Elliott R. Jacobson, D.V.M, Ph.D, Dipl. A.C.Z.M., and Darryl J. Heard, B.V.M.S., Ph.D, Dipl. A.C.Z.M.

 

Un dromedario (Camelus dromedarius) di 4,5 anni è stato visitato a causa di una massa nell’area destra della faccia. Gli esami ematologici e biochimici rivelarono anemia ed ipoproteinemia. Gli esami radiografici non dimostravano coinvolgimento osseo. La massa fu quindi asportata. Le colture risultarono positive per Pythium insidiosum. Il dromedario fu trattato con un vaccino  immunoterapeutico sperimentale con ioduro di sodio e ceftiofur. Il dromedario ha cominciato a perdere peso dopo l’intervento ed è morto 6 mesi dopo. Il ritrovamento necroscopico fu gastrite nel terzo compartimento dello stomaco con ife dell’oomicete patogeno.

 

 

Lussazione di anca in un woodchuck (Marmota monax): trattamento con riduzione chiusa e bendaggio di Ehmer modificato.

Pagine 569-571

Jonathan N. Chambers, D.V.M., Christopher S. Hanley, D.V.M., and Steven S. Hernandez-Divers, B.Vet. Med., D.Zoo.Med., M.R.C.V.S.

Uno speciale bendaggio elastico ha permesso la riduzione della lussazione coxofemorale craniodorsale destra in un woodchuck ( Marmota monax). Il bendaggio non ha comportato complicanze per tutti i 14 giorni di trattamento. L’animale non ha presentato problemi negli otto mesi seguenti.

 

 

 

Linfangectasia primaria in un Dingo (Canis familiaris dingo).

 

Pagine 572-575

Wm. Kirk Suedmeyer, D.V.M., Dipl. A.C.Z.M., Chris Ludlow, D.V.M., Dipl. A.C.V.I.M., Candace Layton, D.V.M., Dipl. A.C.V.S., Jeff Dennis, D.V.M., Dipl. A.C.V.I.M., and Margaret Miller, D.V.M., Ph.D., Dipl. A.C.V.P.

 

 

Un dingo (Canis familiaris dingo) di 3 anni maschio, non castrato, presentava diarrea da tre mesi. Antibiotici e protettori intestinali non avevano alcun effetto. Gli esami parassitologici, colture fecali, esame fisico, esami radiografici non mostravano anomalie. Le biopsie duodenali prelevate per via endoscopica, mostravano dilatazione dei dotti che trasportano il chilo, senza infiammazione. I risultati degli esami per il folato serico, cobalamina e immunoreattività trypsin-like erano normali. I bassi livelli di albumina e proteine totali nel siero e gli alti livelli di inibitori della proteasi α1 fecali suggerivano la diagnosi di linfangectasia. Le biopsie a tutto spessore di duodeno, digiuno ed ileo rivelavano che i dotti che trasportano il chilo della mucosa e submucosa erano dilatati, senza infiammazione associata, confermando la diagnosi di linfangectasia primaria. Al momento il dingo è mantenuto con trattamento nutrizionale.

 

 

Displasia della valvola tricuspide e difetto del setto interventricolare in un eritrocebo a anso nero o scimmia rossa ( Erythrocebus patas).

 

Pagine 576-579

Liang Sao-Ling, V.V.M., M.V.M., Yu Jane-Fang, B.V.M., M .V.M., Cheng Chian-Ren, B.V.M., Ph.D., and Chin Shih-Chien, B.V.M., M.V.M.

 

Un eritrocebo (Erythrocebus patas) di 6 mesi, 1.5 kg, presentava respiro affannoso e cianosi. Un’esame della funzione cardiaca comprensivo di elettrocardiografia, radiografia toracica, ecocardiografia bidimensionale ed ecocardiografia doppler, hanno permesso di rivelare un difetto nel setto interventricolare (VSD) con flusso da destra a sinistra e displasia della valvola tricuspide con dilatazione dell’anulus tricuspidale, atrio destro dilatato, dilatazione del ventricolo sinistro e deformità della valvola tricuspide. L’eritrocebo è morto dopo 3 giorni dall’intervento, a causa della grave anomalia cardiaca e le conseguenti complicanze anestesiologiche. I ritrovamenti principali all’esame postmortem sono stati VSD, displasia tricuspidale ed emorragia cerebrale.

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