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jzwm_italianabstract_v36n1_2005

Applicazione di tecniche di contenimento con canali idraulici e training comportamentale nel managment dell'antilope alcina (Tragotaurus oryx) senza anestesia generale.

 

Pag.1-11

Gemechu Wirtu, D.V.M., M.S., Ph.D., Alexander Cole, D.V.M., C. Earle Pope, Ph.D., Charles R. Short, D.V.M., Ph.D., Robert A. Godke, Ph.D., and Betsy L. Dresser, Ph.D.

Rischi e difficolta' nel maneggiare grandi ungulati non domestici costituiscono fattori limitanti per lo sviluppo e l' applicazione delle tecniche di riproduzione assistita , come inseminazione artificiale ed embryotranfer.

Questo studi e' stato sperimentato su 10 esemplari di antilope alcina  (Tragotaurus Oryx). Abbiamo valutato la possibilita' di applicare un contenimento con canali idraulici e training comportamentale durante varie procedure cliniche, tra cui la ricerca ecoguidata di oociti.

Durante la procedura in nove casi sono stati utilizzati specifici segnali nel momento in cui gli animali accettavano il cibo. L'intervallo tra il segnale audio e l'accettazione del cibo porto a mano, variava tra gli animali (1.8-58.3 min.).

I soggetti hanno manifestato diversi atteggiamenti come risposta al training per l'entrata nei canali idraulici. La procedura di ricerca dell'oocita nel canale idraulico ha richiesto sedazione con xilazina.

Durante lo svolgimento della procedura di ricerca dell'oocita in sedazione , il glucosi ematico ha raggiunto livelli piu' alti (14.4± 3.1) rispetto agli animali contenuti allo stesso modo ma senza applicazione della procedura di ricerca dell'oocita (9.3±2.7 mmol/L). La pressione ematica, ematocrito, attivita' della creatininfosfochinasi erano simili nei due gruppi. Le femmine piu' difficili da trattare mostravano livelli di glucosio piu' alti rispetto agli animali piu' cooperativi . Le femmine piu' cooperative avevano meno strisce verticali sui fianchi.

Piu' di 40 procedure sono state effettuate senza complicazioni o mortalita'. La combinazione del training comportamentale e del contenimento in canali idraulici con sedazione, si e' dimostrato un metodo affidabile e ripetibile nell'applicazione di tecniche di riproduzione assistita minimamente invasive.

 

 

 

 

Broncoscopia respiratoria di alligatori americani (Alligator mississipiensis) subadulti e valutazione del lavaggio bronchiale.

 

Pag.12-20

 

Maud Lafortune, D.M.V. M.Sc., Dipl. A.C.Z.M., Thomas Gobel, Dr. Vet. Med., P.D., Elliot Jacobson, D.V.M., Ph.D., Dipl. A.C.Z.M., Darryl Heard, Ph.D., Dipl. A.C.Z.M., Dan Brown, M.S., Ph.D., Rick alleman, D.V.M., Ph.D., Dipl. A.C.V.P., dipl. A.B.V.P., Kent Vliet, Ph.D., Kendal E. Harr, D.V.M., Dipl. A.C.V.P., and Jorge Hernandez, D.V.M., M.P.V.M., Ph.D.

 

Venti alligatori americani (Alligator mississipiensis) in cattivita', in buono stato di salute, approssimativamente di 3 anni di eta', tra i 4.5 e 9 kg di peso sono stati sottoposti a broncoscopia e lavaggio tracheale per 4 volte, in un periodo di 4 mesi per la valutazione dei normali pattern citologici e microbiologici respiratori stagionali.

L'esame citologico di molti campioni mostrava una piccola quantita' di muco, poche cellule ciliate dell'epitelio colonnare, epitelio cuboidale e cellule squamose cheratinizzate.

Non sono stati osservati parassiti e batteri, non c'era variazione stagionale negli esami citologici effettuati. Non e' stata identificata alcuna proliferazione batterica o micotica in nessuna stagione. Gli esami ematologici effettuati in primavera e autunno testimoniavano variazioni regionali nella conta dei globuli rossi, comcentrazione di emoglobina, volumecorpuscolare medio, concentrazione corpuscolare emoglobinica media, conta eosinofilica, conta piastrinica. Le basse vie respiratorie (a livello di trachea) di alligatori adulti in salute, sembra essere sterile, e la citologia e' simile a quella descritta negli animali domestici.

 

 

Anatomia radiografica normale dello scheletro di leone (Panthera leo). Parte 1 : arto toracico.

 

Pag.21-28

 

Robert M. Kirberger, B.V.Sc., M.Med.Vet.(Rad.), Dipl. E.C.V.D.I., Wencke M. du Plessis, B.V.Sc.(Hons.), and Peter H. Turner, B.V.Sc., M.Med.Vet.(Chir.)(Small Animals)

Sono state esaminate le radiografie degli arti toracici di 12 leoni (Panthera leo) selvatici (16-170 mesi di eta') morti in seguito ad eutanasia. E' stata descritta la anatomia radiografica escludendo ogni area affetta da possibile patologia ossea, tenendo in considerazione le differenze tra i giovani e gli anziani. Anche le fisi sono state descritte.

Vengono anche descritte le differenze e similitudini con il ghepardo (Acinonyx jubatus) , con il gatto

domestico e con il cane.

Non e' stata effettuata la dissezione dei campioni per confermare le osservazioni anatomiche, ma sono state comparate con campioni macerati provenienti dal museo.

La scapola ha un acromion prominente, uncinato, e suprauncinato, ed un prominente foro nutritizio. L'omero e' simile a quello del gatto domestico. Il foro nutritizio di omero ed ulna origina piu' medialmente rispetto a quello  del gatto domestico.

A volte e' possibile vedere radiograficamente il foramen sopracondilare, ma era presente solo in uno dei campioni macerati esaminati. La sua visibilita' radiologica dipende dall'angolo di incidenza del fascio primario. Il "tubercolo anconeale" laterale dell'olecrano (situato fra processo anconeo e tubercolo dell'olecrano) e' in genere piu' prominente di quello mediale, sembra avere una forma uncinata, che punta cranialmente.

Non ci sono sesamoidi nella zona del gomito. Il primo osso digitale e' largo con 2 sesamoidi palmari metacarpofalangei ed un prominente sesamoide nel tendine M. abductoris digiti I longus, tutte indicazioni di una alto grado di funzionalita'. Tutte la fisi si chiudono prima dei 66 mesi di eta'.

 

 

Anatomia radiografica normale dello scheletro di leone (Panthera leo). Parte 2 : arto pelvico.

 

Pag.29-35

Robert M. Kirberger, B.V.Sc., M.Med.Vet.(Rad.), Dipl. E.C.V.D.I., Wencke M. du Plessis, B.V.Sc.(Hons.), and Peter H. Turner, B.V.Sc., M.Med.Vet.(Chir.)(Small Animals)

Sono state esaminate le radiografie di arti pelvici di 14 leoni (Panthera leo) selvatici fra i 16 ed i 170 mesi di eta'. Il femore del leone e' simile a quello del gatto domestico ma la corteccia mediodiafisale craniale e caudale sono marcatamente inspessite. Larotula ha un apice lungo e stretto ed una base piatta vasta. L'osso sesamoideo laterale e' prominente. Un piccolo sesamoideo mediale e' occasionalmente presente, le piccole ossa meniscali sono in genere presenti. La testa e l'estremita' distale della fibula sono molto prominenti. L'atricolazione tarsale e' simile a quella del gatto domestico. Le ossa metatarsali II e IV sono di 25mm piu' lunghe delle metacarpali corrispondenti. Tutte le fisi si chiudono prima dei 54 mesi di eta'.

 

 

"Mascella nodosa" in solipedi esotici : interpretazione istologica e possibile trattamento.

 

Pag.36-43

David A. Fagan, D.D.S., James E. Oosterhuis, D.V.M., and Kurt Benirschke, M.D.

La "mascella nodosa" in artiodattili e macropodi, anche se spesso considerata una manifestazione dell'actinomicosi, e' in verita' una osteomielite, probabilmente causata da un ascesso della radice di un dente o da un trauma mascellare. Dalla lesione si possono isolare germi anaerobi e a volte miceti. E' una malattia cronica difficile da trattare. Un trattamento adeguato dovrebbe comprendere il drenaggio dell'ascesso, lavaggio della cavita' con soluzione salina e antibiotici, lavaggi con una combinazione di perossido di idrogeno/ipoclorito di sodio e betadine , apicectomia e riempimento endodontico quando la fase attiva dell'infiammazione si sia conclusa.

 

 

Farmacocinetica della Ticarcillina in tartarughe Caretta caretta dopo somministrazione unica endovenosa ed intramuscolare.

 

Pag.44-53

Charles. A. Manire, D.V.M., Robert P. Hunter, M.S., Ph.D., David E. Koch, M.S., Lynne Byrd, B.A., C.V.T., and Howard L. Rhinehart, B.A., C.V.T.

In questo studio 3 tartarughe Caretta caretta sono state sottoposte a 4 somministrazioni di ticarcillina , 1 endovenosa e 3 intramuscolari, per determinare la farmacocinetica di questo antibiotico.

Per lo studio della somministrazione endovenosa, ogni tartaruga ha ricevuto una singola dose (50mg/kg) ed i campioni di sangue sono stati prelevati a 0.05, 1, 2, 4, 6, 8, e 12 ore e a 1, 1.5, 2, 2.5, 3, 4, 6, 8, 10 e 14 giorni dopo la somministrazione.

Per lo studio della somministrazione intramuscolare, ad ogni tartaruga e' stata somministrata una delle dosi (25,50 o 100 mg/kg) informa randomizzata e il sangue e' stato prelevato con lo stesso intervallo di tempo.

Ogni esperimento e' stato separato dagli altri da un intervallo minimo di 28 giorni, in modo da permettere la completa clearance del farmaco. La concentrazione del farmaco nel plasma e' stata determinata con la cromatografia liquida o spettrometria di massa. Per lo studio EV, la vita media era di 5 ore. Il volume apparente di distribuzione e la clearance del plasma erano 0.17 L/kg e 0.0218L/ore/kg rispettivamente.

Per lo studio IM, la media dei massimi livelli di concentrazione plasmatica erano fra 1.7 (±0.58) ore nel gruppo che aveva ricevuto la dose di 100mg/kg. La media di biodisponibilita' andava al 45% (±15%) nel gruppo di 50mg/kg e da 58%(±12%) nel gruppo di 100mg/kg. Il tempo diresidenza medio era di 7.5(±2.6) ore nel gruppo di 25 mg/kg e 16(±6.8) ore nel gruppo di 100 mg/kg.

Due tartarughe avevano valori leggermente innalzati di ALT che non erano clinicamente apparenti nei 2 diversi dosaggi, in ogni caso, la biochimica ematica e' rimasta inalterata. Un trattamento IM in questa specie puo' essere applicato a dosaggi di 50 mg/kg q 24 ore o 100 mg/kg q 48 ore. Gli enzimi epatici devono essere monitorati durante il trattamento.

 

 

Valutazione di un test immunoenzimatico disponibile in commercio per la determinazione del 17β estradiolo e progestinici fecali di ghepardo (Acinonyx jubatus). Un caso clinico.

 

Pag.54-61

C. Borque, Ph.D. Chemistry, S.S. Perez-Garnelo, Ph.D. Veterinary, M. Lopez, M.S. Veterinary, C. Talavera, M.S. Veterinary, M. Delclaux, M.S. Veterinary, and J. de la Fuente, Ph.D. Veterinary.

Sono stati monitorati il 17β estradiolo e progestinici fecali in due ghepardi (Acinonyx jubatus) femmine adulte , ZGG-12301 (nata il 3/4/1993) trattata gia' con gonadotropina e ZGT-3301 (nata il 19/8/1993) non trattata, usando per 120 giorni un kit a base di siero umano  o plasma. C'erano differnze significative (P<0.001) tra concentrazione minima e picco dell'ormone. La femmina ZGG12301, che aveva concepito ma aveva avuto un aborto spontaneo, non mostrava alcuna differenza significativa (P<0.05) tra i valori di 17β estradiolo di base ed in gestazione; il 17β estradiolo fecale durante la gravidanza era statisticamente differente (P<0.001) dal valore medio durante il periodo di non gravidanza. La concentrazione di base dei progestinici era differente in gravidanza (P<0.001) en el postovulatorio (P<0.01); la concentrazione dei progestinici differiva durante la gravidanza (P<0.01) e durante il periodo postovulatorio.

Nel ghepardo non trattato (ZGT3301) la concentrazione dei progestinici basale ed innalzato erano statisticamente differenti (P<0.01) . Sulla base dei pattern escretori del 17β estradiolo, la durata del ciclo estrale ( x ± SEM ) era di 13.2± 2.2 giorni. Questi risultati rivelano che i metodi legati all'immunoassorbenza enzimatica sono in grado di quantificare gli ormoni riproduttivi in estratti fecali di ghepardo. Queste tecniche potrebbero rappresentere una  alternativa pratica ad altri metodi che richiedono procedure piu' complesse.

 

 

Anestesia inalatoria in un varano di Dumeril (Varanus dumerili) con isofluorano, sevofluorano ed ossido nitroso : effetti dei gas inspirati  durante induzione e ricovero.

 

Pag.62-68

 

Mads F. Bertelsen, D.V.M., D.V.Sc., Craig Mosley, D.V.M., M.Sc., Dipl. A.C.V.A., Graham J. Crawshaw, B.Vet.Med., M.S., Dipl. A.C.Z.M., Doris Dyson, D.V.M., D.V.Sc., Dipl. A.C.V.A., and Dale A. Smith, D.V.M., D.V.Sc.

E' stara caratterizzata l'anestesia inalatoria (induzione, mantenimento, risveglio) del varano di Dumeril (Varanus dumerili) usando isofluorano, sevofluorano, ossido nitroso, secondo un metodo cross over randomizzato. Le medie di tempo per l'induzione con isofluorano in 100% ossigeno (O2), sevofluorano in 100% O2, sevofluorano in 21%O2 : 79% nitrogeno (N2 : camera d'aria), e sevofluorano in 66% N2O : 34% O2 erano 13.00±4.55 min, 11.20±3.77min, 10.40±2.50 min e 9.40±2.80 minuti rispettivamente a 26ºC (n=10). L'induzione con mascherina era molto piu' veloce con sevofluorano che con isofluorano. Non sono state osservate differenze significative nell'induzione con sevofluorano in ossigeno o in camera d'aria, ma sevofluorano combianato con ossido nitroso risultava molto piu' veloce nell'induzione rispetto al sevofluorano in 100% ossigeno. Tutti i trattamenti hanno provocato un innalzamento della frequenza respiratoria. Non sono state osservate differenze significative nei valori respiratori fra gli animali a cui e' stato somministrato isofluorano in 100& ossigeno, sevofluorano in camera d'aria e sevofluorano combinato con ossido nitroso, anche se gli animali anestetizzati con sevofluorano in ossigeno mostravano una frequenza respiratoria  piu' bassa rispetto a quelli a cui era stato somministrato ossigeno puro.

Il rilassamento muscolare  era completo e non sono state osservate differenze tra i differenti protocolli. Gli arti anteriori hanno perso il tono per primi, seguiti da collo e arti posteriori; poi si e' perso il riflesso del "righting", ed infine il tono muscolare della coda.

Non sono state osservate differenze significative durante l'anestesia fra isofluorano e sevofluorano , o tra sevofluorano in 100% ossigeno e sevofluorano combinato con ossido nitroso. Tempi di anestesia simili sono stati osservati anche tra animali anestetizzati con 100% e 21% ossigeno.

 

 

 

Risposta sierologica al vaccino con virus dell' encefalomiocardite inattivato in muflone di montagna (Ammotragus lervia), antilope cervicapra (Antilope cervicapra), wallaroo (Macropus robustus) e scimpanze' (Pan troglodytes).

 

Pag.69-73

David J. McLelland, B.Sc.(Vet.), B.V.Sc., Peter D. Kirkland, B.V.Sc., Ph.D., Karrie A. Rose, D.V.M., D.V.Sc., Robert J. Dixon, B.Sc.(Vet.), B.V.Sc., Ph.D., and Narelle Smith, B.Ec., Ph.D.

Il virus dell'encefalomielite e' un picornavirus a distribuzione mondiale, capace di infettare una grande varieta' di specie animali.Episodi di mortalita' associati a questo virus sono stati osservati in zoo e parchi nazionali in tutto il mondo, includendo casi sporadici allo zoo di Taronga, Sidney. Un vaccino con virus dell'encefalomiocardite inattivato e' stato sperimentato inoculando le specie : muflone di montagna (Ammotragus lervia), antilope cervicapra (Antilope cervicapra), wallaroo (Macropus robustus) e scimpanze' (Pan troglodytes). Un gruppo di ungulati vaccinati e' stato sottoposto ad una seconda vaccinazione 4 settimane dopo la prima somministrazione. I titoli anticorpali sono stati misurati per un periodo di 12 mesi. Un mese dopo la vaccinazione, tutti i gruppi di animali vaccinati hanno sviluppato titoli anticorpali significativi che persistevano per almeno 6 mesi. Gli animali a cui erano state somminastrate 2 dosi di vaccino avevano titoli piu' alti 3.6 e 12 mesi dopo la vaccinazione iniziale rispetto al resto degli animali, vaccinati solo una volta.

 

 

Sarcoide in due zebre di Burchell (Equus burchelii) in cattivita': associazione con infezione da papillomavirus bovino tipo 1.

 

Pag.74-81

Christiane V. Löhr, Dr. med. vet., Ph.D, Dipl. A.C.V.P., Carles Juan-Sallés, D.V.M., Dipl. A.C.V.P., Arely Rosas-Rosas, D.V.M., Alberto Parás García, Michael M. Garner, D.V.M. Dipl. A.C.V.P.,  and Jens P. Teifke, Dr. med. vet., P.D., Dipl. A.C.V.P.

Sono stati diagnosticati sarcoidi in 2 zebre di Burchell (Equus burchelii) in cattivita' in 2 diversi parchi. La zebra No.1 (E.b. boehmi) era un maschio nato in cattivita' di 4.5 anni, presentava una massa inguinale della grandezza di 9x7cm. Sette mesi dopo la resezione chirurgica della massa inguinale,  la zebra presento' una lesione simile sulla palpebra superiore sinistra che recidivava ripetutamente e non rispondeva al trattamento con criochirurgia ed iniezioni di cisplatino.

La zebra No.2 presentava una singola massa (2.0x2.0cm) ulcerata sul naso. La resezione chirurgica in questo caso si e' dimostrata curativa. Istologicamente le 3 masse consistevano in un neoplasma dermico , compatto, non capsulato , poco demarcato, composto da cellule fusate ben differenziate in spirali e ciuffi e accompagnato da iperplasia epidermica con un una lunga rete spinosa.

Considerando la grande somiglianza morfologica con il neplasma cutaneo equino, la massa e' stata classificata come sarcoide. Questo studio descrive per la prima volta il sarcoide in zebre in cattivita'. L'associazione con papillomavirus bovino tipo 1 e' stata dimostrata con la PCR, sequenziamento dell'acido nucleico, ibridazione in situ ed esame dei tessuti inclusi in paraffina nella massa inguinale della zebra No.1. Il sequenziamento ha rivelato il 98% del frammento 244bp con papilloma virus tipo 1. Nel test della ibridazione in situ , il DNA ha colorato intensamente i nuclei delle cellule mesenchimali fusate. La localizzazione ed il comportamento clinico dei sarcoidi nei 2 casi descritti sono molto simili a quelli descritti nel cavallo.

 

 

Micosi fatale in un esemplare di Erpeton tentaculatum causata da Chryptosporium anamorfico del Nannizziopsis vriesii.  

 

Pag.82-87

Mads F. Bertelsen, D.V.M., D.V.Sc., Graham J. Crawshaw, B. Vet. Med, Dipl. A.C.Z.M., Lynne Sigler, M.S., and Dale A. Smith, D.V.M., D.V.Sc.

Il fungo Chryptosporium anamorfico del Nanniziopsis vriesii e' stato riconosciuto come causa di dermatite multifocale eterofilica fatale in 4 serpenti della specie Erpeton tentaculatum allevati in cattivita'. Le lesioni erano della grandezza di 1-4mm e coinvolgevano squame individuali, occorrevano inizialmente su testa e dorso. L'esame istologico rivelava necrosi con coaguli multifocali nell'epidermide con infiltrazione eterofilica marcata, senza coinvolgimento del derma sottostante. Nella lesione e crosta superficiale erano anche presenti ife settate irregolarmente e clusters di 4-8x2-3 μm di cellule banstoncellari (arthroconidia). Il fattore predisponente per lo sviluppo diqueste lesioni era la mancanza di un ambiente acido.

 

 

Uso di inezioni iposensibilizzanti nel controllo del prurito stagionale in un cammello (Camelus bactrianus).

 

Pag.88-94

Laurie J. Gage, D.V.M., Sophie I. J. Vandenabeele D.V.M., Dipl. A.C.V.D. and Stephen D. White, D.V.M., Dipl. A.C.V.D.

Un cammello (Camelus bacrtianus) femmina, 9 anni manifesto' una severa forma di prurito nel giugno 1993. Nei seguenti 8 anni il cammello ha presentato episodi annuali di prurito ed epifora, generalmente da giugno ad ottobre. I sintomi venivano controllati con agenti topici o prodotti contro le mosche , anche se gli episodi di prurito acutovenivano trattati con iniezioni di difenidramina e corticosteroidi. Neimesi invernali questi sintomi erano assenti. Il prurito divento' molto grave e difficile da trattare quando il cammello raggiunse i 18 anni. La descrizione istologica dei prelievi bioptici della pelle, prelevati in verie aree, suggeriva una reazione di ipersensibilita' con modificazioni secondarie dovute ad infezione batterica e/o somministrazione di corticosteroidi. Un test intradermico eseguito utilizzando 62 allergeni isolati nella Carolina del Nord, ha evidenziato 17 aree positive. E' stata quindi intrapresa la terapia di iposensibilizzazione usando gli allergeni scelti in base ad esposizione, disponibilita' e risultato del test intradermico, usando protocolli standard. Il prurito si e' notevolmente affievolito dopo 2 anni dall'inizio della terapia di iposensibilizzazione.

 

 

Cisti di cestodi in 2 ratti giganti africani (Cricetomys gambianus)

 

Pag.95-99

Claude Lacasse, D.V.M., Erika Travis, D.V.M., Kathryn C. Gamble, D.V.M., M.S., Dipl. A.C.Z.M., and Thomas Craig, D.V.M., Ph.D., Dipl. A.C.V.P.

Sono state osservate multiple cisti di cestode identificato come Taenia serialis, durante l'autopsia di 2 ratti giganti africani (Cricetomys gambianus) catturati e mantenuti in cattivita'. Questa specie di roditore puo' essere un ospite intermedio per questo parassita. Roditori esotici mantenuti come animali domestici negli USA potrebbero essere infetti.

 

 

Infezione oculare da Chlamydiales in topo gigante striato occidentale (Perameles bouganville) in Australia Occidentale.

 

Pag.100-102

Kristin Warren B.V.M.S. (Hons) Ph.D., Ralph Swan B.V.Sc. Ph.D., Tracey Bodetti B.Sc. (Hons), Tony Friend B.Sc. (Hons) Ph.D., Stephanie Hill B.Sc., and Peter Timms M.Sc. Ph.D.

Il topo gigante striato occidentale (Perameles bouganville) e' una specie in pericolo di estinzione, vive solo in 2 delle isole della costa dell' Australia Occidentale (isole di Dorre e Bernier). Oggi si cerca di reintrodurre questi marsupiali in recinsioni a prova di predatori e habitat naturali nel sudovest  dell'Australia Occidentale en el Sud Australia. Nel settembre 2000 sono stati catturati 19 topi giganti sull'isola di Bernier per essere trasferiti; 11 fra questi animali presentavano i seguenti sintomi: opacita' corneale, congiuntivite , muco oculare e blefarite. Cinque topi sono stati esaminati e sono stati prelevati tamponi cloacali e congiuntivali. L'esame PCR per Chlamydiales e' risultato positivo in 4 casi. Quattro tipi di Chlamydiales sono stati identificati con il sequenziamento genetico, includendo C. pecorum, differenti ceppi  previamente trovati in koala e molti nuovi genotipi di Chlamydiales. Gli animali hanno risposto in modo eccellente alla terapia con ossitetraciclina settimanale per 6 settimane, ossitetraciclina con applicazioni topiche e neomicina somministrata topicamente in tutti e due gli occhi s.i.d. per 4 mesi.

 

 

Alta incidenza di neoplasia linfoide in una colonia di lucertole dalla coda spinosa (Uromastyx aegyptius).

 

Pag.103-110

Zoltan S. Gyimesi, D.V.M., Michael M. Garner, D.V.M., Dipl. A.C.V.P., Roy B. Burns, III, D.V.M., Donald K. Nichols, D.V.M., Dipl. A.C.V.P., Roger E. Brannian, D.V.M., M.S., Dipl. A.C.Z.M., James T. Raymond, D.V.M., M.S., Dipl. A.C.V.P., Kockanda B. Poonacha, D.V.M., Ph.D., Dipl. A.C.V.P., Melissa Kennedy, D.V.M., Ph.D., John W. Wojcieszyn, Ph.D., and Robert Nordhausen, M.A.

 

Le neoplasie maligne del sistema ematopietico sono le piu' comuni nelle lucertole, solo sporadicamente sono state osservate in altri rettili.Un'alta incidenza di questa neoplasia si e' presentata in una colonia di lucertole dalla coda spinosa (Uromastyx aegyptius) fra il 1993 ed il 2001. Otto delle quindici lucertole su cui e' stata effettuata l'autopsia al Giradino Zoologico di Louisville (53%) erano affette da linfoma multicentrico. Il test dell'immunoistochimica non ha permesso la caratterizzazione della linea linfocitica (normale o neoplastica). L'esame al microscopio ottico ed elettronico ha evidenziato che le neoplasie avevano morfologia plasmacitoide, suggerendo un origine B-cellulare, anche se alcuni tumori possedevano una componente di linfoblasti primitivi. Il profilo del sangue e' risultato leucemico in 7 (88%) dei casi. Tutti gli animali erano adulti, non era evidente alcuna predisposizione sessuale.Non e' stata registrata alcuna esposizione a sostanze carginogene. Non c'era relazione di parentela tra alcune delle lucertole, quindi il fattore ereditario e' da escludere. Nonostante non siano stati osservati virus all'esame con microscopio elettronico e con isolamento virale eseguito su plasma e tessuti, l'eziolologia infettiva non puo' essere esclusa.

 

 

Infezione combinata con poxvirus aviare e Collyriclum faba in un corvo americano (Corvus brachyrhynchos).

 

Pag.111-114

Daniel M. Grove, D.V.M., Anne M. Zajac, D.V.M., Ph.D., John Spahr, M.D., Robert B. Duncan, Jr., D.V.M., Ph.D., Dipl. A.C.V.P., and Jonathan M. Sleeman, Vet.M.B., Dipl. A.C.Z.M., M.R.C.V.S.

Ad un corvo americano (Corvus brachyrhynchos) adulto, proveniente dalla Virginia, USA, fu diagnosticata una infezione combinata con poxvirus aviare e Collyriclum faba, trematode della pelle. Le inclusioni virali ed i trematodi si trovavano insieme in una grande massa proliferativa multilobulata (4x4cm), sul ventre , cranialmente alla cloaca. I trematodi sono stati identificati usando la microscopia ottica sui microrganismi, ottenuti con una biopsia antemortem. Nell'esame istologico della massa sono state osservate inclusini citoplasmatiche intraepiteliali, compatibili con infezione da poxvirus.

 

 

Micobatteriosi in un cervo dalla coda nera (Odocoleicus hemonius columbianus) causato dal Mycobacterium kansasii.

 

Pag.115-116

P. Briggs Hall, D.V.M., Louis C. Bender, Ph.D., and Michael M. Garner, D.V.M., Dipl. A.C.V.P.

 

 

Un cervo dalla coda nera (Odocoleicus hemonius columbianus) femmina, sviscerato, raccolto da un cacciatore, e' stato portato al Dipartimento di Fauna Selvatica di Washington. Il cervo era emaciato, privo di tessuto adiposo, la superficie parietale della cavita' toracica conteneva multipli granulomi.  All'esame istologico dei granulomi era possibile evidenziare batteri acid-fast, identificati come Mycobacterium kansasii, un micobatterio non tubercolare sporadicamente osservato in casi di malattia simil tubercolare in varie specie. Questo e' il primo caso documentato di malattia sintomatica causata da M.kansasii in un cervo selvatico. Questo studio indica che un micobatterio atipico puo' causare malattia simil tubercolare ed illustra l'importanza nell'identificazione degli agenti causali di malattia tubercolare nella fauna silvestre.

 

 

Sarcoma indifferenziato in una tartaruga raggiata (Geochelone radiata) trattato con amputazione dell'arto anteriore ed applicazione di una protesi.

 

Pag.117-120

Kelleyerin Clabaugh, K. Michelle Haag, Christopher S. Hanley, D.V.M., Kenneth S. Latimer, D.V.M., Ph.D., Dipl. A.C.V.P., and Stephen J Hernandez-Divers, B.Vet.Med., D.Zoo.Med.(Reptilian), M.R.C.V.S., Dipl. A.C.Z.M.

 

 

Una tartaruga raggiata (Geochelone radiata) femmina adulta presentava una zampa anteriore molto gonfia che ostacolava la deambulazione. La patologia clinica rivelava leucopenia (1.9x109 /L) ed ipoproteinemia (69g/dl), nell'elettroforesi proteica era presente una fase acuta della frazione proteica α (26.4 g/L). Nella biopsia si osservava tessuto sarcomatoso poco differenziato. E' stata eseguita l'amputazione chirurgica dell'arto prossimalmente all'omero, sostituito con una protesi di metimetacrilato, ottenuta da una palla da tennis, fatta aderire al plastrone con 3 viti di osso corticale. Questo e' il primo caso documentato di sarcoma fra il genere Geochelone.

 

 

Sorveglianza sierologica tra i felidi domestici nel Petén, regione del Guatemala.

Adrienne L.A. Lickey, M.S., D.V.M., Melissa Kennedy, D.V.M., Ph.D., Sharon Patton, Ph.D., and Edward C. Ramsay, D.V.M., Dipl. A.C.Z.M.

 

 

Sono stati analizzati campioni di sangue di 30 gatti domestici (Felis domesticus) provenienti dalla regione del Petén (Guatemala), col fine di determinare la sieroprevalenza di agenti patogeni comuni che possano rappresentare un potenziale richio per i felidi autoctoni.

Otto dei gatti erano stati vaccinati in precedenza; comunque i proprietari non erano in grado di specificare il tipo di vaccino e la data della somministrazione. Sono stati prelevati campioni di sangue anche da 2 margay (Leopardus wiedii) mantenuti in cattivita'. I campioni sono stati testati per la ricerca di anticorpi contro il virus dell'immunodeficienza felina, Dirofilaria immitis, virus della panleupopenia felina, herpesvirus felino, coronavirus felino, virus del cimurro del cane, Toxoplasma gondii e ricerca dell'antigene del virus della leucemia felina. Il 50% o piu' dei gatti testati erano sieropositivi per l'herpesvirus felino(22/30), panleucopenia felina(15/30) e Toxoplasma gondii (16/30). Cinque gatti erano positivi all'antigene del virus della leucemia felina. Tutti i margay erano positivi per il coronavirus felino ed uno era fortemente positivo per il  Toxoplasma gondii. Tutti gli animali erano sieronegativi alla D. immitis. Questo studio fornisce le informazioni preliminari sulle malattie dei felini endemiche nella regione del Petén.

 

 

Trematodiasi renale in barbuti bidentati (Lybius bidentatus) in cattivita'.

 

Pag.124-126

David S. Rotstein, D.V.M., M.P.V.M., Dipl. A.C.V.P., James R. Flowers, Ph.D., Barbara A. Wolfe, D.V.M., Ph.D, Dipl. A.C.Z.P., and Mike Loomis, D.V.M., M.S., Dipl. A.C.Z.P.

 

 

Due barbuti bidentati (Lybius bidentatus) erano stati ingeriti e rigurgitati da un serpente nell'ambito di una voliera. Istologicamente si osservavano trematodi tra la pelvi renale e prossimalmente agli ureteri, iperplasia della mucosa e leggera infiammazione eteroistiocitica in tutti e due gli uccelli. I trematodi sono stati identificati come Tanaisia (Tamerlania) zarudnyi, che ha un ciclo biologico che coinvolge le lumache di terra. Sono stati descritti trematodi renali in molti altri ordini di uccelli, tra cui : Columbifirmi, Passerifirmi, Stercorariidae, Anseriformi, Galliformi e Piciformi. Spesso sono state trovate lumache nella voliera dei barbuti, queste possono essere considerate la fonte dell'infezione. La trematodiasi renale e' un ritrovamento casuale in questi uccelli, giacche' non erano presenti segni clinici ed inoltre, i segni della lesione renale non erano estremamente pronunciati, cioé non c'erano sintomi di ostruzione uretrale o pelvica.

 

 

Adenocarcinoma renale, carcinoma epatocellulare e carcinoma delle cellule delle isole pancreatiche in un binturong (Arctictis binturong).

 

Pag.127-130

Eric Klaphake, D.V.M., Ahmed Shoieb, D.V.M., Ph.D., Ed Ramsay, D.V.M., Dipl. A.C.Z.M., Juergen Schumacher, D.V.M., Dipl. A.C.Z.M., and Linden Craig, D.V.M., Ph.D., Dipl. A.C.V.P.

Un binturong (Arctictis binturong) di 19anni affetto da malattia acuta delle alte vie respiratorie é stato sottoposto ad eutanasia. Il reperto autoptico includeva carcinoma epatocellulare, carcinoma delle isole pancreatiche, adenocarcinoma renale con metastasi di milza, pleura e pericardio. In umani anziani éstato descritto un possibile legame tra neoplasia primaria epatica e renale.

 

 

Infesione da herpes simplex in un giovane orango (Pongo pygmaeus pygmaeus).

Pag.131-134

 

Maria J.L. Kik, D.V.M., Ph.D., Dipl. Vet. Path., Jan H. Bos, D.V.M., Jan Groen Ph.D.,  and Gerry M. Dorrestein, D.V.M, Ph.D, Dipl. Vet. Path.

Un giovane orango (Pongo pygmaeus pygmaeus) morí dopo 8 giorni di diarrea e vomito. L'autopsia riveló petecchie sulla pelle, miocardio e peritoneo. I polmoni erano iperemici ed edematosi, il fegato e la milza erano ingranditi. Le alterazioni istologiche erano polmonite interstiziale, epatite ed iperplasia splenica. Nelle cellule epiteliali polmonari, epatociti e cellule endoteliali spleniche erano osservabili molti corpi inclusi intranucleari eosinofilici. L'esame al microscopio elettronico riveló l'herpesvirus nel nucleo degli epatociti. La PCR del fegato dimostró la presenza di herpesvirus simplex tipo 1.

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